29 DICEMBRE 2006 - il mio primo concerto degli orzoslip, l'ultimo dell'anno che ci sta per svenire in braccio- sapremo sorregerlo fino alla mezzanotte? (by MAO LENS)
in una selva di poltrone, quasi una navata unica di una pigra cappella di una religione estinta, ho assistito infine ad un concerto degli orzoslip. comprimari astanti una claque ispanica, semita, pratarola, di femmine fans, ragazze della notte ondeggianti di prominente cervicale, i fianchi sprofondati negli artefatti longdrinks totalitaristi del menu. la consumazione coatta gentilmente allietata in un listino trascritto a mano per l'occasione da una leggiadra e cordiale hostess. jameson era il migliore distillato, allietato da un sentore di pesca invisibile.
sul palco, quasi abside insonorizzato di un iconostasi di poltrone, di rigorose fan scritturate dal caso o dalle loro isterie solitarie, si erge una batteria trinitaria di marcantoni musicanti sorretti dall'artiglieria pesante di militaresche leve ritmiche. l'occhio cade su un giullare sfaccendato e mercuriale che da una valigia di trucchi tira fuori i travestimenti, in fuga dall'identita di una troppo banale icona di frontface. le voci autoreferenziali del trio frontale si giustappongono, in una corale autorità di chitarre e accordi pleonastici, al macinare serioso di tre operai ritmici, che sospendono il cuore, facendolo vibrare con virtu compressa, in una sfuggente e controtempata ritmica vitale.
poco distante una bionda settecentesca, col suo fiocco da pacco regalo che le divide i seni, sorride vuota e lucida sospira dietro la cascata della sua chioma poetica. un gruppo di bellezze mediterranee o medio-orientali si rivolge attenta verso l'abside musicale, scandendo le melodie note snocciolate a ripetizione usuale. l'istrionico Gabriel con lo strumento del suo corpo ci intrattiene con cartelli e illumina di volta in volta il ludus solistico del caso.
si succedono melodie che affondano gli artigli in una rivisitazione decennale di un passato estromesso all'autorità musicale bagasciona, alla vulgata musicale possibile di un percorso affondato di ripetizioni. La diffusione è la ventura delle venture per la musica, pure un pezzo solo suonato solo una volta davanti ad un plotone di esecuzione, quello è la musica.
tempo esaurito, musica esaurita o da esaurire, sennò supermarket. gli orzoslip invece si ergono come dei garzoni di una replica artigianale ad libitum, in una società comunale d'affetto ricambiato, come un palio rituale di un panismo impenitente. finche vita non ci separi.
gli escursus proseguono fino a un attimo immenso, durante "bacio il buio" e il pezzo susseguente, le sonorita magnetizzano la platea, una ragazza indefessa canta a menadito in una pudicizia immensa, intonata a rosso nero fino al ghiaccio del suo longdrink, un malandrino non piu giovane la guarda per inibirla ma non vi riesce: lei è spazio puro, la musica soffonde come da sotto un abat-jour di carezze. I luoghi lontani vengono fuori, le sonorità complesse ed eterogenee toccano il culmine.
dopo la pausa, rimasti ancora piu intimi ma sempre indefessi, gli astanti vedono un revival medleystico e un susseguirsi di composizioni incrociate dai tre marcantoni di facciata, mentre restano seri i ritmisti narcissi nelle retrovie: arriva il medley, serio e faceto sono le due facce della band, che occhieggia insobria al pubblico sul giro di do e si riferisce arabescando al tempo dell'adolescenza: una perentoria ammissione di amarcord o di giovinezza serbata; resta pero il bisogno negli astanti piu pretenziosi di una medleystica che faccia impallidire gli originali compositori o di un karaoke bollito alla coreana in salsa e meringhe..
siamo ai saluti e sono le due di notte, il tempo è volato, forse resta il bisogno insoddisfatto di una strumentazione piu leggera e di una minore massa di strumenti suonanti sullo stesso accordo - avendo spesso l'arrangiamento le potenzialità e la salsedine di un avvolgente crociera sensuale - resta il bisogno di una voce sola in piu stagliata su chitarre manchevoli ad arte o su una ritmica invitata a far suonare le orecchie altrimenti deputate al semplice ascolto; il naufragio dell'anima, l'abbandono della levità di un meccanismo perfetto, l'inquietudine da cattiva respirazione: sono indispensabili per ogni creazione musicale; gli imgredienti suddetti arrivano meglio, coinvolgono anche se chi suona non con-viene o non è con-involto: gli orzoslip sono forse troppo co-involti, stempererebbero certo se si misconoscessero ogni sera sul palco, rompendosi e chitarre in testa, per poi riamarsi incerottati: come una corsia di prognotizzati indefiniti che hanno dimenticato i loro pezzi forti e inseguono il medico di turno per le dimissioni a venire.
la musica certo sta, è da qualche parte, accade da qualche parte. ma anche, la musica cammina nelle menti quando le menti, una volta in silenzio e quasi immemori di ogni pensiero inquadrante, si mettono a suonare. ma questo non lo sapremo mai.
MAO LENS

tra natale e l'anno nuovo
panettone e forse l'uovo
si rivolta la natura
due o tre buchi alla cintura
tra natale e il nuovo anno
si festeggia con l'inganno
che sia tutto più sereno
che ci sia l'arcobaleno
nel periodo di natale
tutto cambia e resta uguale
ma se cerchi cose nuove
c'è un concerto il ventinove
a suonare siamo in sei
fossi in te io ci verrei
anche se ci hai già sentiti
e hai trascritto gli spartiti
vieni dunque e spargi voce
è un costume che non nuoce
viene pure meryl streep
a sentire gli orzoslip!
venerdì 29 dicembre 2006
l'ultimo (concerto) dell'anno
al blu note
via fabio massimo 113
angolo viale giulio cesare
roma
orzoslip sono:
santi romano al basso
peppilla sainato alla batteria
attilio costa alla chitarra acustica
attilio fontana, antonio carluccio e gabriel zagni
caleidoscopiche immagini sonore

venerdì 22 dicembre
ore 22
orzoslip al blu note
via fabio massimo 113
angolo v.le giulio cesare
roma prati
evento speciale:
tombola di canzoni
intervenite!
mercoledì 20 dicembre
alle 21 attilio fontana all'auditorium
successivamente, ore 23 circa
ORZOSLIP all’ALTER EGO
Via Leone IV, 51/53
Roma
Tel: 06.39737362
peppilla sainato - batteria santi romano - basso elettrico attilio fontana - voce, chitarra elettrica antonio carluccio - voce, chitarra acustica gabriel zagni - voce e chitarra attilio costa - chitarra acustica
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venerdì 15 dicembre 2006
ore 22
BLU NOTE
via fabio massimo 113
ROMA
peppilla sainato - batteria santi romano - basso elettrico attilio fontana - voce, chitarra elettrica antonio carluccio - voce, chitarra acustica gabriel zagni - voce e chitarra sebastiano - chitarra acustica
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orzoslip al blu note
anche venerdì 8 dicembre
alle 22
via fabio massimo 113
angolo viale giulio cesare
roma prati
spargete voce!